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Il patronocappella di san vito, patrono di Partanna, in  Chiesa Madre

San Vito

La città feudale di Partanna primeggia su tutti gli altri centri della diocesi di Mazara del Vallo, essendo stato scelto San Vito a Patrono del paese prima ancora di Mazara, città natale del Santo. Quanto assai diffuso fosse stato nel passato il culto a San Vito si può desumere dai seguenti fatti:

1) il più antico quartiere del paese porta ancora oggi il nome San Vito;

2) la prima chiesa campestre fu intitolata al Santo: qui si recava il popolo in pellegrinaggio per impetrare da San Vito di essere protetti dalla peste.

In questa chiesa era conservata una statua lignea raffigurante il Santo, scolpita nel 1585 da Marco lo Cascio da Chiusa Sclafani. Sul podio dove si ergeva la statua erano scolpite quattro storie a rilievo sulla vita di San Vito. Successivamente, divenuta chiesa conventuale per la presenza dei frati agostiniani, questa chiesa prese il nome di santa Lucia.

In questa chiesa, agli inizi del secolo XV si era consolidata l’antica confraternita di San Vito, sodalizio molto florido nel passato, ma privo di bolla e di capitoli propri, tanto che i confrati furono costretti successivamente ad aggregarsi alla regola di Sant’Agostino. I confrati, vestiti con sacchi bianchi, durante le processioni precedevano i confrati delle altre congregazioni. Scopo della confraternita, era duplice: animare i solenni festeggiamenti in onore del santo e il culto divino nella città dove il confrate era tenuto ad essere esempio di religiosità e pietà cristiana.

3) La prima Chiesa Madre di Partanna fu dedicata a San Vito, e già da tutto il popolo era invocato Santo Patrono; ricostruita la nuova madrice nel 1625, la statua del Santo fu collocata nell’abside laterale, detta cappella di San Vito, arricchita di pregevoli stucchi attribuiti a Vincenzo Messina.

4) A San Vito, inoltre, fu dedicato il Monte dei Pegni, l’istituto che esercitò un ruolo importante contro l’usura, mentre nello stesso palazzo municipale fu eretta a San Vito una cappella votiva.

Il poeta locale Benedetto Molinari La Grutta ricorda che in tempi lontani la festa di San Vito era intensamente vissuta dalla popolazione:

"Ddu jornu anchi li morti su’ vistuti
Ccu li robbi di ziti cchiù sciuriati."

 

Fonti:

Sito Diocesi di Mazara del Vallo

 

 

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